Esploratore

Lionel Daudet

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Lionel Daudet

Lionel è un alpinista professionista e guida alpina qualificata. Fin dagli inizi della sua carriera ha attraversato alcuni dei territori più scoscesi della natura. Le sue conquiste sono state riconosciute nel 1995 con il premio Adventurer of the Year.

Domande per la pagina dell’atleta

Come ti sei avvicinato all’esplorazione e all’alpinismo?

Come accade per molti alpinisti, sono nato in un posto senza montagne. Questa passione è nata dalla mia famiglia e dai libri di avventura che ho letto. Quando avevo circa 23 anni mi sono unito alla squadra di un giovane alpinista francese e questo mi ha permesso di crescere. Questo è stato il punto d’inizio di quasi 30 anni di alpinismo, alla ricerca dei luoghi più remoti della Terra, sempre con lo spirito della grande avventura e una visione globale delle montagne. L’approccio, la pianificazione, è tanto importante quanto la scalata stessa.

Se dovessi dare un consiglio a qualche esploratore in erba, quale sarebbe?

Nutri sempre la tua fiamma! Vai semplicemente perché vuoi andare e poi condividi!

Qual è la spedizione più impegnativa o gratificante che tu abbia completato?

Domanda piuttosto difficile! Molte spedizioni sono state sia impegnative che gratificanti in modi diversi:

  • Il mio “Tour de France” è stato il più lungo, con 15 mesi passati lontano da casa.
  • La spedizione in Antartide, chiamata “No Man’s Land Project”, è consistita in 3 mesi in cui abbiamo veleggiato e scalato nuove difficili vie. È stata di gran lunga la più selvaggia.
  • La più fredda è stato il mio tentativo di completare la Trilogia delle Alpi in solitaria nel 2002. Ho perso otto dita dei piedi!
  • La più audace è stata la mia spedizione del 1999 nel sud-est dell’Alaska, senza radio. C’è stato solo un incontro con una barca dopo 41 giorni nella natura selvaggia, e 25 giorni in parete.
  • La mia spedizione sul Mount Combatant nella British Columbia è stata la più dura, con tre settimane infernali di traversata di folte foreste.

Tutte le mie spedizioni sono state comunque fonte di entusiasmo…

Quali sono le tue aspirazioni per il 2018?

Dopo più di un anno e mezzo passato a scriverlo, il mio primo romanzo (è stata la mia avventura più grande!) sarà pubblicato all’inizio di maggio. In seguito, la prossima estate parteciperò a una nuova spedizione di vela e scalata nella Groenlandia orientale. Sarà la mia quarta spedizione con la famosa navigatrice francese Isabelle Autissier. Dopo andrò in Georgia del Sud, Antartide e Groenlandia con i vecchi amici Philippe Batoux e Patrick Wagnon. Abbiamo in progetto di aprire nuove vie alpinistiche e su grandi pareti.

Lionel’s Osprey

Talon 44

Il Talon 44 è un fedele compagno. Senza di lui sento come se mi mancasse qualcosa.

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Highlights della carriera

  • 1993 – Numerose prime ascese, incluse “Paradis artificiel” nella catena del Pamir-Alaï e “Bon, la brute et le truand” sull’Aiguilles de Chamonix
  • 2000 – Premiato con il Piolet d’Or e il Cristal FFME Chamonix dopo la sua spedizione in Alaska del 1999 sul Burkett Needle
  • 2007 – Ha attraversato per il lungo della Georgia del sud in condizioni climatiche estreme, raggiungendo alcune delle cime più inaccessibili al mondo
  • 2011 – Ha completato la traversata di 700 km delle Hautes Alpes francesi, descrivendola poi nel suo libro “Le Tour de la France” del 2014
  • 1994/1995 – Tour mondiale delle vette più impegnative. Ha compiuto 12 ascese in solitaria e diverse prime tra le quali la conquista in solitaria della via “Petit Prince” all’Aiguille St Exupéry
  • 2012/2013 – Viaggio lungo i confini e le coste della Francia, tra alpinismo, bici, vela, camminate e kayak
  • 2014 – Arrampicata su ghiaccio in Norvegia con Mathieu Cortial e Philippe Batoux – fino al 6+/7
  • 2016 – 3 mesi in una spedizione tra mare e montagna con Isabelle Autissier e due giovani top climber: Enzo Oddo e Siebe Vanhee. Partendo dalla Scozia e tornando a La Rochelle, Francia


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